GGA STUDIO_Giorgio Grandi Architetto

BeTwin2.0_ MURST_BEST_2007

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“Be-Twin 2.0_Progettare l’emergenza”

BEST, Politecnico di Milano _ Fondi MURST

L’idea progettuale sottesa a un innovativo impianto per l’emergenza di tipo frattale quale Be-Twin 2.0 muove dalla rilettura critica dell’attuale impianto “a cellula” oggi acriticamente consolidatosi sull’impiego del container cargo, di cui si vuole radicalmente trasformare (attraverso una riprogettazione per parti) l’approccio funzionale nell’ottica di una ri-funzionalizzazione “abitativa”.

Un percorso meta-progettuale per la nobilitazione dell’abitare temporaneo dalla rigidità acritica alla flessibilità pensata, dalla fissità alla transizione, dalla chiusura all’apertura, dalla segregazione a una socializzazione “supportata”. Lo scarto progettuale verso un sistema temporaneo di nuova concezione risiede nella legittimazione progettuale di un “interstizio abitativo” che, in qualità di misura e cuore della spazialità relazionale ricercata, possa catalizzare su di sé l’impostazione, la crescita, la riproduzione e la sostituzione del nucleo abitativo e del suo servizio.

La scelta progettuale di organizzare attorno a un blocco servente “pieno” la flessibilità organizzativa degli alloggi e delle pertinenze residenziali, supporta così la sfida concettuale di un apparato abitativo modulare e riconfigurabile pensato al negativo come “vuoto” e, in quanto tale, ottenuto per sottrazione (di funzionalità e servizi “ospiti” esplose alla rete), per dilatazione (di aree internodali e interspaziali ricavate nell’estensione del servizio diffuso) e per astrazione (di rapporti percettivi, sensazioni e gestualità attualmente “dispersi” in spazi collettivi spesso anonimi e a-personali).

6_BeTwin2_GGA_Concept

Diversamente da quanto succede per il servizio che ne costituisce la spina dorsale funzionale, il sistema antropizzato procede in senso temporale per aggregazione e somma (o sostituzione) di diversi vuoti e/o interstizi che la specializzazione dei distretti o la ridefinizione delle pertinenze private e/o pubbliche “scompongono” per un nuovo riassetto del campo di tipo più evoluto. Le nuove aggregazioni residenziali e di natura privata (nuovi nuclei famigliari, nuove identità singole o nuove “indipendenze” sociali) nate dallo spostamento delle densificazioni e delle relazioni porta indubbiamente con sé un processo spontaneo di scomposizione e di diradamento sistemico che a loro volta, nella logica frattale, daranno vita a nuove aderenze e a nuove polarità sociali.

Il concetto di riconfigurabilità e riorganizzazione degli spazi esterni ed interni viene interpretato in modo differente dalla regola frattale e dal catalogo costruttivo in relazione ai diversi livelli e alle diverse scale dell’intervento. In relazione ai diversi livelli d’uso è possibile riconfigurare e riorganizzare radicalmente sia i componenti spaziali, sia implementare le superfici con elementi accessori e famiglie di materiali preventivamente organizzati in famiglie prestazionali più o meno specifiche per consentire una personalizza-zione e una caratterizzazione degli spazi abitativi in stretta relazione con l’uso correlato. In relazione alle diverse scale diventa possibile intervenire sull’involucro “aperto” per riconfigurare ambienti, spazi e luoghi sia nel caso del singolo locale dell’alloggio sia nel caso dell’insediamento complessivo, muovendo il modo fluido la natura del campo tra aree pubbliche, semipubbliche e private.

Tale proprietà conferisce una costante possibilità di rigenerare il tessuto e rifunzionalizzare gli spazi in stretta connessione con la variabilità delle esigenze degli spazi pubblici, semipubblici e privati. Tale requisito, apre la possibilità di arrivare addirittura ad alterare completamente la destinazione originaria per cui l’installazione è stata insediata, infatti pur restando presente sul territorio gli spazi si possono trasformare da pura funzione residenziale di emergenza fino a trasformarsi in attività di supporto e di servizio ad un abitare di tipo consolidato.