GGA STUDIO_Giorgio Grandi Architetto

AquaCenter_Aalborg_2001

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AAA_Aqua_Center Aalborg

[Concorso aperto, Aalborg, Danimarca, 2001]

Vandkulturhus: “Una nuova cultura dell’acqua” è stato il tema attorno a cui 122 studi internazionali (96 dall’estero, tra cui GGAStudio) hanno immaginato scenari futuri di benessere e relax per un nuovo Aqua Center per la città di Aalborg, in Danimarca. Un complesso programma funzionale articolato in 4600 mq circa di ambientazioni futuristiche nate e disegnate digitalmente dall’acqua, come prima espansione del centro pre-esistente e in prospettiva di un nuovo Centro Gigantium, ad ospitare una varietà pressoché infinita (nelle possibili combinazioni offerte dal progetto) di attività acquatiche, vere e proprie isole funzionali e ludiche per lo sport, il gioco, esercizio, lo svago e persino divertimento per tutte le età.

Il concept GGAStudio si sviluppa da una rilettura topologica del guscio architettonico, utilizzato in senso bionico come esoscheletro strutturale per l’habitat interno ma anche come epitelio funzionale per il controllo dei requisiti ambientali al suo interno (luce, aria, umidità).

Un involucro “bivalve” permeabile e reattivo, immaginato come un carapace artificiale in grado di offrirsi – al contempo – come continuità ambientale all’intorno (nella massima integrazione mimetica con il suo contorno paesaggistico) e come mondo immersivo e onirico alle sue utenze (nella non-convenzionalità delle sue proporzioni tettoniche interne).

Volutamente misterioso dal suo esterno, il corpo architettonico del centro nasconde la sua metà volumetrica inferiore (vani tecnici e di servizio) nelle curve di livello del contesto, dimezzando il suo impatto paesistico e invitando i visitatori a raggiungere la sua copertura sinuosa per la ricerca di un inaspettato eden aquatico di assoluto impatto scenografico (aqua-garden, sun-park e attività/piscine out-door). Da qui infatti, tra le sinuosità di un tetto verde in cui ritrovare il piacere dello sport all’aria aperta oltreché il contatto con la natura, si ha il nuovo accesso rialzato alla struttura.

Una fascia perimetrale compositivamente rigida e lineare (pensata al contempo come osservatorio panoramico sull’intorno) distribuisce i visitatori alle sue aree e attività interne, sovrapposte sulla sezione dell’impianto secondo un layering funzionale che cerca costantemente il doppio livello e la specularità delle situazioni architettoniche disegnate. Così le numerose vasche concepite per le attività benessere SPA o per le attività agonistiche trovano riscontro in ampie volumetrie a soffitto di insolita geometria e di incredibile effetto scenico, mentre l’apparente continuità strutturale tra soffitti e pavimentazioni genera (nel negativo costruttivo della struttura) altrettante zone “protette” per attività fisiche bisognose di maggiore privacy o situazioni agonistiche di particolare pericolosità.