GGA STUDIO_Giorgio Grandi Architetto

Centro Benessere VELA, Varese_2009

0

[Well Made Factory Srl con GGAStudio _ www.wellmadefactory.it |Design Team: Archh. Michela Spinola, Giovanni Antonelli, Giorgio Grandi – GGAStudio, Via Sanvito Silvestro 105/107, Varese, Italia, 2008-2009]

Il concept per lo spazio del Centro VELA di Varese (Gruppo SWIMPlanet) è sostanzialmente un circuito della poli-sensorialità complesso e articolato (3 livelli distributivi, circa 3500 mq di servizi), un percorso emozionale “esteso” dell’energia e del benessere, costituito di una sequenza fluida e stimolante di stanze, luoghi e ambienti nati dagli elementi stessi che ne permeano le atmosfere e i mondi contenuti. Fin dall’ingresso, è l’ “energia narrata” il tema architettonico di tutto l’intervento, laddove corridoi tematici, inviti, spazi di sosta e aree di accoglienza costellano il layout di “momenti preparatori” al trattamento, al servizio, all’attività sportiva “anticipandone” lo spirito, il beneficio o anche l’effetto.

Vela_Livelli_GGA

L’ingresso al Centro (il livello + 0.00 per l’intervento) è oggi infatti ricavato al livello stradale su Via Sanvito Silvestro in un percorso “ponte” tra la strada, ovvero la città, e il mondo interno del benessere, attraverso un’esperienza di viaggio che volontariamente gioca sui dislivelli esistenti dell’immobile per fissare sulla soglia il momento di “salto sensoriale” tra esterno e interno, tra lo stress urbano e il benessere corporeo dato dall’attività fisica. Da questo momento di soglia, tutto è energia. E flusso.

 

I due livelli che costituiscono i due spazi principali (Fitness e Wellness) si confrontano continuamente nell’architettura dello spazio ospite, muovendo e disegnando i flussi interni, gli apparati funzionali e le spazialità dei servizi in modo organico e continuo, morbido e avvolgente. Fin dall’inizio del processo di progettazione, le materialità e le geometrie ricercate per i due mondi sono state pensate in totale armonia con le attività ospitate da questi e le atmosfere immaginate per i loro ambienti: spazi dell’energia, luminosi, stimolanti e caldi per il livello dedicato al fitness, spazi del benessere immersivo e dell’equilibrio olistico per il livello seminterrato del wellness, dove il percorso si fa più raccolto e il mood spaziale più introspettivo.

 

Il piano fitness, solo parzialmente realizzato, avrebbe previsto un circuito intrigante e dinamico di “vassoi” strutturali (ammezzati e interpiani esistenti) posizionati a diversi livelli nello spazio (sfruttando i diversi dislivelli propri della struttura originaria, oggi adibiti a Sale Corsi), che nel movimento fluido dei volumi di servizio e nel ritmo visivo delle quinte architettoniche aggiunte avrebbero così trovato la propria caratteristica più scenografica. La funzione diventa forma “scenografica”, e l’attrezzatura architettonica di sala (i quadri svedesi, le panche, le sbarre a muro, le rastrelliere) viene riletta e proposta internamente su scale di dettaglio volontariamente “iconiche” (divisori a tutt’altezza, supporti lombari a parete, elementi “contenitori” perimetrali), per arricchire e stimolare l’utente ad “usare” lo spazio, contribuendo a renderlo dinamico, interattivo, e sempre diverso.

 

Nella sua versione finale, la sala dell’energia fisica (la Sala Fitness 1), semplificata all’originaria spazialità d’aula “indivisa”, si presenta all’occhio del visitatore come un ambiente minimale e arioso, dove una doppia serie di pilastrature centrali luminose e a tutt’altezza organizzano autonomamente lo spazio in una navata centrale e in due navate laterali di minore ampiezza.

 

L’arrivo ipogeo al livello del wellness (ca. – 5,38 mt) è a tutti gli effetti un’esperienza totale di stupore e di fascinazione per i sensi del corpo, dove l’acqua in quanto elemento primario viene da subito declinata concettualmente (e visivamente) in tutti gli stati fisici della sua materialità (solido, gassoso, fluido) nell’incontro con altre fisicità proprie della roccia, del fuoco e del legno. La scelta di identificare, per questi ultimi, dei veri e propri Templi di chiara identificazione e di forte impatto è certamente da leggersi nella logica di una chiara comunicazione all’utenza dei possibili flussi direzionali offerti. Tre i mondi raggiungibili attraverso il filtro spaziale dell’area di Privazione Sensoriale: la zona piscina (il Templio dell’Acqua), la zona saune (Il Templio del Fuoco) e la Zona Massaggi (il Templio dell’Aria).

 

Le pilastrature ritrovate al piano superiore del fitness costituiscono infatti per il Templio dell’Acqua (la zona dell’Idro Fitness/Piscina, a doppia altezza) l’ordine architettonico principe su cui impostare costruttivamente una sorta di Naos centrale dedicato alla vasca principale, costituito da una struttura a gabbia “luminosa” ed elegante in grado di rendersi protagonista di un mondo della verticalità e del “respiro”.

 

Fuoco e Acqua vengono quindi messe appositamente “a confronto” nel concept di questo progetto (gli ambienti, inizialmente “separati” da vetrazioni continue, mantengono la permeabilità visiva tra le due aree da diversi punti di vista interni), dove il dialogo e il rimando continuo tra i due stati emozionali e psico-fisici dell’uomo sia costantemente teatralizzata e “messa in scena” da luoghi, percorsi e scenari che nel rimando reciproco alle atmosfere opposte, muovano l’utenza all’interazione continua con il servizio offerto.

 

Di fianco a questo, Il Tempio del Fuoco (sauna, sanarium, hammam, aromarium, idrocomfort e gruppi docce emozionali) permea (nell’orizzontalità dominante degli spazi architettonici ipogei generati a contorno dell’immobile fuori terra) la zona wellness vera e propria, connotando matericamente e visivamente le aree trattamenti ad esso adiacenti come zone “pulsanti, astratte e stimolanti”.

centro-vela-16

In questo secondo spazio, l’invenzione di “dolmen” tecnici come unici punti verticali di natura impiantistica a realizzare un contatto e un elemento “ponte” tra soffitti e pavimentazioni, realizza un paesaggio articolato e invitante dove la profondità spaziale sia continuamente gestita tra trasparenze (schermature e diaframmi vetrati tra gli ambienti) e opacità materiche “tematiche”.

 

A tal riguardo, il gioco visivo ed emozionale tra il Tempio dell’Acqua e il Tempio del Fuoco è risolto architettonicamente attraverso una serie di “isole funzionali” specifiche (Isola dei Sensi), posizionate al limite comune fra i due ambienti (in corrispondenza delle pilastrature d’ambito), e usufruibili come “servizi passanti” dalla clientela.

 

In questo allineamento, e concettualmente al punto di incontro sensoriale tra acqua e fuoco, si sviluppano le aree Hammam (il Bagno di Vapore), l’Aromarium (il Bagno Essenziale), l’area Kneipp (l’area Piedi) e – tra queste – il blocco delle Docce Emozionali (Il Bagno di Colore). Alcune di queste aree (Kneipp e Aromarium) concretizzano il senso di “soglia” emozionale tra i mondi che dividono.

Vela_TempioAria1_GGA

A conclusione del percorso, Il Templio dell’Aria chiude i percorsi possibili mettendo a disposizione dell’utenza una serie di ambienti “individuali” mirati alla concentrazione e al trattamento personale, dove l’ambientazione “a camera” contraddistingue la percezione dello spazio facilitando il raccoglimento e la privacy della persona.

Vela_TempioAria2_GGA